Dragos Burlacu, Sins and virtues , 2009, olio su tela, 41 x 47 cm
Che dite? io semplicemente grandioso.
L’effetto pixel non ci è mai tanto piaciuto…
ma cosa succede se siamo noi che non piaciamo all’effetto pixel? Probabilmente quello che è passato in mente al regista Patrick Jean quando ha immaginato un’ invasione a colpi di retrogaming.
Qual è la finestra che più di ogni altra segna il confine tra l’ interiorità dell’uomo e il mondo che lo circonda?
La risposta che da Alessandro è inizialmente , lo sguardo. Riduce il ritratto classico ai minimi termini e quindi la parte più comunicativa.
Poi si ci si domanda: “Come fare a dare l’ introspezione psicologica che caratterizza i soggetti?” Qui la risposta è il viso.

Le figure emergono prevalentemente da fondi monocromi e anonimi, per focalizzare l’attenzione sulla loro espressione.
L’ultima ricerca dell’artista si spinge sul mondo che attornia i protagonisti. Scavando negli anfratti di immagini particolarmente evocative alla ricerca di quelle misteriose relazioni tra l’ io più profondo e il mondo circostante.
Il blu è il colore che più ci porta alla riflessione.
(Fino a Sabato esposti 2 suoi lavori a Venegono inferiore all’evento Open Box) Grande Ale!!!
Lei è Lisa Perruci e questo è Minima SemiMinima, olio su cartoncino 320X200. Scrivo “impressive” e aggiungo”indeed”.
Le forme si identificano in uno spazio senza una loro vera e propria identità umana. Si vedono, interagiscono con loro e si fanno anche sentire attraverso il piano con una forza non comune che esce e ci raggiunge con potenza. Davvero particolare la forza con cui ci arrivano le emozioni dell’artista.
http://lisaperrucci.blogspot.com/
Grande Lisa!
Il suo lavoro è caraterrizzato prevalentemente da enormi tele sulle quali da vita a elaborazioni di primi piani di volti che sfoggiano smorfie , che urlano e inquietano, dipinti con smalti bianchi e neri tratti da scatti fotografici, volti che perdono i propri contorni e la propia identità nell’avvicinarsi alla tela stessa, trasformandosi cosi, in azione, gestualità,segno e con una tendenza all’astrazione carica di matericità. ’’Il mio lavoro è azione, non forma’’, dice l’artista.
Paolo Maggis , vive e lavora a Berlino. Dove l’arte nasce libera e si mostra in un mercato attento aperto e costruttivo, a differenza della nostra povera e triste realtà italiana conservatrice e vuota.
Il linguaggio di Maggis è veloce e potente, che assale l’osservatore con molti strati di colori pastoso che si sovrappongono sulle grandi tele.
Ritratto di Bacon.Lucian Freud.
Non ci sarebbero bisogno di righe per presentare i lavori di Lucian Freud, “Il maggior pittore realista vivente” dice il critico americano Robert Hughes.
I soggetti sono proprio “così come sono”, con bellezze e imperfezioni . Se ci confrontiamo con i ritratti o i modelli del passato, si capisce e si conferma come le opere di Freud siano pienamente “moderne”.
Viene svelatao quello che prima non c’era: la noia e l’imbarazzo di posare.
Emblematico è il ritratto di kate moss, dove si cerca di far affiorare le ansie e le angosce del soggeto, a discapito dell’esteriorità.
Mario De Micheli, L’arte sotto le dittature, Feltrinelli, Milano 2000, pp. 260.
“L’arte sotto le dittature” di Mario De Micheli (scrittore e critico d’arte scomparso nel 2004) racconta l’esperienza di artisti e correnti durante le dittature del secolo scorso.
Russia, Germania, Italia, America e Francia sono alcuni dei paesi presi in considerazione nel libro. Malevic, Kokoschka, Guttuso, Picasso, Pollock alcuni degli artisti il cui lavoro viene presentato sempre sotto la prospettiva di confronto con la realtà del regime, della censura, della difficoltà di libera espressione.
Uno degli aspetti più interessanti di questo libro è sicuramente lo spazio che viene dato agli artisti stessi. La loro voce è limpida ed esplicita attraverso loro citazioni dalle quali si raccoglie tutta la forza e l’intensità che, da un altro punto di vista, percepiamo nei loro lavori.
Ogni parola pesa, perchè riportata direttamente da coloro che hanno creato e composto l’arte del secolo scorso.
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Nudi e nature morte che sembrano più vive del reale, Luciano Ventrone espone al Palazzo di Marmo di San Pietroburgo dal 17 giugno al 16 agosto in un allestimento a cura di Edward Lucie-Smith.
“La mostra di Ventrone a San Pietroburgo è stata fortemente voluta dalla direttrice scientifica del Museo Nazionale Russo Eugenia Petrova che considera Luciano Ventrone un autore assolutamente moderno da poter dipingere una semplice costruzione di oggetti a prima vista riconoscibili ed evidenti, trasformandoli in una scenografia piena di significati nascosti”, afferma Cinzia Chiari, coordinatore dell’evento a San PoetroBurgo.
Il Museo ha acquisito un’opera del maestro, “Irreale Luminescenza” un olio su lino del 2010 che entra così a far parte della collezione permanente del Museo Nazionale Russo.
http://www.galleriaforni.it/artistiinesclusiva/ventrone.html